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Blog Dipendenti OM Carrelli Elevatori

I NOSTRI DIRITTI VALGONO MOLTO DI PIU' DEI LORO PROFITTI

Roma – Un limbo iniziato lo scorso luglio con l’annuncio della chiusura dello stabilimento di Bari della OM – Carrelli Elevatori e proseguito fino ad oggi tra speranze e disillusioni di un’intesa mai raggiunta (almeno fino ad ora), tra la dirigenza della Kion Group, i rappresentanti sindacali, del governo e delle istituzioni locali, per il progetto di riconversione dello stabilimento in azienda produttrice di taxi ecologici, con il rilancio chiamato Hybrid.

Come da accordi la Hybrid ha presentato il piano di reindustrializzazione con relative garanzie e impegni economici necessari da parte dei soggetti coinvolti. Il progetto presentato a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico non è stato, però, ritenuto condivisibile dalla OM Still. Ad oggi la stessa riattiverebbe le procedure di mobilità, a seguito della cassa intregrazione ordinaria fino al 31 maggio, pur confermando la volontà di favorire la reindustrializzazione in caso di nuove manifestazioni di interesse o di rivisitazione della proposta da parte della Hybrid.

Il 28 maggio è previsto un incontro a Bari tra i sindacati e la dirigenza della OM per valutare possibili misure alternative. Il giorno 11 giugno, inoltre, nuovo tavolo tecnico a Roma per fare il punto della situazione.

La delegazione comunale di Modugno, nella persona del Sindaco Mimmo Gatti, esterna “l’impressione di una situazione difficile, non irrecuperabile, ma dove servono investitori”. Sconforto e delusione da parte dei lavoratori della Om – Carrelli Elevatori come Michele De Giosa, per il quale “una cosa è certa in questo momento: la Kion sta portando a termine il suo lavoro, chiudere lo stabilimento di Bari”, mentre Antonio Pantaleo chiede: “Cosa facciamo adesso, restiamo ancora calmi, aspettiamo le lettere ad agosto? Qui bisogna cercare di salvare il salvabile, non mi piace il fatto che cerchino sempre di prendere tempo”.

 

http://ididimarzo.wordpress.com/2012/05/15/om-carrelli-elevatori-di-bari-da-roma-ancora-fumata-nera/

Quando si parla dell’efficienza produttiva della Germania, del modello tedesco da prendere a esempio per la riforma del lavoro e dell’articolo 18, bisognerebbe prima fare un salto nella zona industriale di Bari. Per capire anche come fa un’azienda tedesca a impossessarsi del know how italiano e portarlo oltre confine senza fare troppo rumore.
PRODUZIONE AD AMBURGO. È successo alla Om carrelli elevatori di Modugno, ex azienda Fiat, ora del gruppo Kion che il 5 luglio 2011, dopo 19 anni di permanenza in Italia, ha annunciato il blocco definitivo della produzione nello stabilimento barese entro marzo 2012. «Qui si chiude, la produzione si sposta ad Amburgo», ha fatto sapere Ettore Zoboli, responsabile vendite e servizi di Om Italia.
Un fulmine a ciel sereno per i 320 lavoratori (oggi 282) più circa un centinaio dell’indotto, che pur consapevoli della crisi economica e del conseguente calo delle vendite non avrebbero mai pensato a una chiusura definitiva «anche perché i nostri carrelli sono i migliori sul mercato e sono ancora i più richiesti», dicono.
DALLA FIAT AI TEDESCHI. Una capacità manifatturiera che alla Om carrelli hanno acquisito sin dal 1969 quando la Cassa per il Mezzogiorno promosse una serie di interventi attraverso il piano A.S.I (piano di Consorzio per la creazione di aree di sviluppo industriale), e a Bari arrivò la fabbrica Fiat-Iveco, che subito si contraddistinse per la progettazione di carrelli con alimentazione elettronica.
IN MANO A DUE BANCHE FINANZIARIE. Nel 1993, il business passò nelle mani della Linde Agv alla quale Fiat-Iveco per “ragioni strategiche” cedette il 50% delle azioni e poi nel 1994 l’intero pacchetto azionario. Così l’azienda italiana divenne tedesca: la  Linde è infatti società di diritto tedesco controllata al 100% da Kion group, che a sua volta fa capo al fondo di investimento, Kohlberg Kravis Roberts & Co Lp (Kkr), e a Goldman Sachs Group.

L’operaio: «Siamo stati trasformati in uno stabilimento giravite»

Operai della Om carrelli elevatori di Modugno (Bari), da sinistra: Giuseppe Valerio, Fabiano Mastrandrea e Francesco Carbonaro.Operai della Om carrelli elevatori di Modugno (Bari), da sinistra: Giuseppe Valerio, Fabiano Mastrandrea e Francesco Carbonaro.

Un passaggio di proprietà che negli anni comportò un trasferimento continuo di mano d’opera che veniva importata dalla Cina e dalla Germania fino a raggiungere nel 2004 una riduzione di circa un centinaio di lavoratori. «Quando entrai in azienda nel 1989 eravamo 870 operai», ricorda Giuseppe Valerio, uno degli operai più anziani. «Facevamo anche 700 carrelli al mese, poi hanno smesso di investire e hanno sacrificato tutte le professionalità», ricorda.
OUTSOURCING E ASSEMBLAGGIO.Una politica di outsourcing che negli anni ha trasformato la Om carrelli, «in uno stabilimento giravite», denuncia l’operaio Fabiano Mastrandrea, perché «arrivavano sempre più parti già assemblate da vari fornitori».
Nel 1998 la Linde accettò infatti l’importazione della componentistica del diretto concorrente giapponese Komatsu per l’assemblaggio di circa 1.800 unità di carrelli annuali che sarebbero stati venduti nel mercato europeo.
JOINT VENTURE TRA STILL E OM. Una collaborazione che finì però nel 2008, quando il gruppo Linde si divise: la parte dei carrelli elevatori passò interamente alla Kion che, a sua volta, decise di dar vita a una joint venture fra due aziende del gruppo, Still e Om carrelli.
«Dicevano che insieme saremo stati più forti sul mercato, invece dopo appena cinque mesi capimmo che il vero intento era fagocitare Om, a vantaggio di Still», denunciano oggi gli operai.
GLI STABILIMENTI EUROPEI CHIUDONO. I primi timori che quella fosse in realtà «solo una decisione finanziaria», racconta un operaio, Francesco Carbonaro, iniziarono quando nel 2010 il gruppo Kion chiuse lo stabilimento inglese di Basingstoke, «alcuni di noi pensarono che così avremo avuto più lavoro, che dietro c’era una logica di razionalizzazione, e che essendo Bari lo stabilimento più grande non sarebbe stato toccato».
RUBATA TECNOLOGIA E RETE COMMERCIALE. Ma poi quando arrivò anche la notizia della chiusura dello stabilimento di Montataire in Francia, le illusioni svanirono. «Ci dissero che l’obiettivo della nostra fusione con Still era quello di creare un’unica rete commerciale e diventare più forti a livello europeo», spiegano gli operai, «Still invece ha iniziato a fare gli stessi carrelli della Om di Bari, a usare la nostra tecnologia e in cambio anziché inserirci nella loro rete di vendita europea ci ha rubato la nostra».

Le condizioni della Kion: a Bari mai più carrelli elevatori

Nel 1994 la Fiat-Iveco cedette l'intero pacchetto azionario della Om Carrelli elevatori all'azienda tedesca Linde Agv del gruppo Kion.Nel 1994 la Fiat-Iveco cedette l’intero pacchetto azionario della Om Carrelli elevatori all’azienda tedesca Linde Agv del gruppo Kion.

Si sentono presi in giro i lavoratori di Om, «con l’operazione Still hanno semplicemente soppresso un marchio concorrente e ci hanno lasciato senza lavoro».
Ora Kion group lascia Bari e promette di cedere senza costi la sede di Om, dare una buonuscita extra di circa 6 mila euro ai lavoratori e a chi vorrà avviare un’altra produzione garantisce il 25% dell’investimento per la ristrutturazione dell’impianto. Condizioni “generose” che saranno però garantite solo a un patto: che a Bari non saranno mai più costruiti carrelli elevatori.
L’IDEA DI RILEVARE LO STABILIMENTO. Una condizione che gli operai, dopo aver protestato bloccando l’azienda per tre mesi, hanno accettato a malincuore. «Negli Anni 70 almeno c’era un’economia concentrata sul lavoro, c’era un interesse sul prodotto, non solo sul profitto», osserva Carbonaro, «oggi invece siamo nelle mani dei barbari della finanza», dice l’operaio riferendosi al fatto che Kion fa capo a due banche finanziarie.
Alcuni di loro avrebbero voluto rilevare lo stabilimento e continuare una produzione nella quale sanno di essere i migliori. Ma Kion non vuole concorrenti. E così quando a settembre 2011 il gruppo tedesco ha partecipato a un incontro al ministero dello Sviluppo economico sulle sorti dell’azienda barese ha imposto alla società di scouting Sofit di cercare per l’ormai ex Om imprenditori che avessero altri interessi industriali.
I TAXI IBRIDI DI SALTALAMACCHIA. L’unico a farsi avanti è stato Marco Saltalamacchia, ex amministratore delegato di Bmw Italia e ideatore del progetto Hybrid, che a Bari vorrebbe produrre taxi ecologici ibridi (con motore a scoppio ed elettrici). Un’idea che salverebbe i 282 lavoratori e darebbe una speranza all’industria barese.
MANCA UN PROGETTO INDUSTRIALE. Ma per il progetto di riconversione serve un investimento di 45 milioni di euro. E per ora i tre nuovi soci industriali che Saltalamacchia dice di avere trovato dopo il dietrofront di alcuni, avrebbero manifestato la disponibilità a partecipare alla cordata solo attraverso lettere di intenti.
Insomma, manca ancora un progetto finanziario e industriale che il ministero dello Sviluppo dovrà ricevere entro il 30 aprile e che la società Hybrid dovrà poi presentare anche alla Regione per ottenere un sostegno finanziario.
L’UNICA SPERANZA: EMIGRARE. Intanto, i lavoratori della Om carrelli sono in cassa integrazione fino a maggio. Alcuni hanno provato a cercare un altro lavoro, «ma l’unica speranza è emigrare», dice Mastrandrea. Come ha fatto un ex dipendente della Om carrelli, Michele Losurdo, 35 anni, che ha accettato un’offerta di lavoro a Bolzano e che ha deciso di lasciare un’altra volta la sua terra per trovare un’occupazione.
I RESTI DELLA CASSA DEL MEZZOGIORNO. «In questo territorio», commenta con amarezza il segretario provinciale della Fiom di Bari, Saverio Gramegna, «riamane solo quello che fu fatto dalla tanto bistrattata Cassa del Mezzogiorno. Oggi manca una vera politica industriale che affronti queste situazioni di crisi e che non lasci i lavoratori abbandonati a se stessi».
PROMESSE NON MANTENUTE. Agli operai non sono bastate infatti un paio di comparse del sindaco di Bari, Michele Emiliano, davanti ai cancelli dello stabilimento, né le promesse della Regione di ricollocare tutti gli operai. «Di promesse non mantenute ne abbiamo sentite fin troppe», dicono i lavoratori, «come quelle della Kion che ci diceva che con la fusione con Still ci sarebbero stati nuovi margini di sviluppo». Invece lo stabilimento è chiuso, il lavoro non c’è e la cassa integrazione finisce a maggio.
Mentre ad Amburgo l’eccellenza del made in Italy è diventata il nuovo orgoglio tedesco.

Giovedì, 12 Aprile 2012

 

Fonte: http://www.lettera43.it/economia/aziende/om-carrelli-la-beffa-tedesca_4367546750.htm

Un incontro interlocutorio che ha
mostrato la disponibilità di due imprenditori
del settore meccanico e di una
società di servizi alle imprese a rilevare,
insieme con Marco Saltalamacchia, direttore
della società Hybrid, lo stabilimento
della Om Carrelli elevatori, alla
zona industriale.
Ieri, a Roma, nella sede del
Ministero dello Sviluppo economico,
l’incontro ha segnato
un passo in avanti nella
definizione del futuro della
sede Om di Bari. Hanno partecipato
Saltalamacchia per
la Hybrid, i vertici della Om,
esponenti di Confindustria,
sindacalisti e l’assessore regionale
al lavoro, Elena
Gentile, oltre al sindaco di
Modugno, Mimmo Gatti.
Saltalamacchia aveva
chiesto un po’ di tempo in
più per trovare imprenditori
disposti ad avviare una impresa
con lui, per la produzione
di taxi ecologici ibridi (con motore
a scoppio ed elettrici) e rilevare lo
stabilimento da riconvertire con i 282
dipendenti (attualemnte in cassa integrazione)
che lavoreranno dopo appositi
corsi di aggiornamento, necessari per le
nuove linee produttive del settore automotive.
Ha presentato tre lettere di interesse
nelle quali i manager delle aziende assicurano
la propria disponibilità. Il Ministero
nel pomeriggio ha anche contattato
uno dei manager che aveva sottoscritto
la lettera e ha confermato l’in -
tenzione di avviare questa nuova società.
Tutti si sono detti disponibili a proseguire
nelle trattative se ricorreranno le
condizioni migliori per tutti. Il 30 aprile
Saltalamacchia presenterà il piano di
impresa, passo necessario per poter varare
l’acquisizione dello stabilimento. Per
quella data, tutti avranno anche effettuato
verifiche e approfondimenti.
Infatti, la Regione Puglia (che in passato
ha fortemente finanziato colossi internazionali
per installare proprie sedi in
Puglia) si è detta disponibile a fare la
propria parte per salvare lo stabilimento
e i posti di lavoro. Il Gruppo Kion,
proprietario dell’Om, ha più volte assicurato
la propria disponibilità a contribuire
economicamente alla riconversione
dello stabilimento.
Ma il fatto che un piano industriale non
sia ancora definito, fa temere che si stia
perdendo tempo.
«Noi faremo lo sforzo massimo - ha
detto l’assessore regionale
Elena Gentile - a patto che ci
sia un progetto industriale
serio e credibile, la salvaguardia
dei livelli occupazionali
di questa azienda che
è parte del tessuto connettivo
della Puglia. Ma questo non
significa che tutto debba poggiarsi
sulla Regione».
La necessità di chiarire gli
intenti del manager Saltalamacchia
hanno spinto la
Regione a chiedere un incontro
a Bari, prima del 30,
con lui e gli imprenditori
disposti a investire nello stabilimento,
rilevandolo.
Secondo accordi presi a margine
dell’incontro nel Ministero dello Sviluppo,
Saltalamacchia, con i suoi tre possibili
soci, saranno a Bari dopo Pasqua per
visitare lo stabilimento e incontrare esponenti
della Task force regionale per l’oc -
cupazione. Un incontro utile per chiarire
meglio i progetti, le scelte e le prospettive
di questo stabilimento.
Manilo Triggiani
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Tre nuovi imprenditori sarebbero disposti ad investire nel progetto Hybrid per la riconversione dell’OM di Modugno. La notizia che riaccende almeno in parte le speranze dei 282 dipendenti dello stabilimento arriva dall’incontro tenutosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico. Sindacati, dirigenti della Kion, rappresentanti delle istituzioni locali (Comune di Modugno e Regione) e del Ministero sono tornati a riunirsi a Roma incontrando l’imprenditore Marco Saltalamacchia, ideatore del progetto Hybrid per il rilancio dello stabilimento modugnese.

Dopo il fallimento della prima cordata a inizio marzoSaltalamacchia avrebbe dovuto comunicare oggi l’eventuale costituzione di un nuovo gruppo di imprenditori pronti ad investire nel progetto. E la risposta è stata positiva. Il manager, infatti, ha fatto sapere di aver trovato tre nuovi soci industriali, i quali avrebbero manifestato la disponibilità a partecipare alla cordata attraverso lettere di intenti. Per il momento, però, i nomi dei nuovi investitori non sono stati resi noti, e la loro effettiva disponibilità dovrà essere verificata dal Ministero nelle prossime settimane. Così come, sempre nei prossimi giorni, la società Hybrid dovrà presentare ufficialmente alla Regione il progetto di riconversione, per ora non ancora formalizzato. La Regione, dal canto suo, ha riconfermato la disponibilità ad offrire il proprio sostegno finanziario al progetto.

Vertenza OM, tre nuovi investitori per il progetto Hybrid
„Per il momento, comunque, la cautela è d’obbligo. I lavoratori, che la settimana scorsa sono scesi in strada per chiedere risposte certe sul loro futuro, non vogliono essere illusi un’altra volta. Molto dipenderà dai prossimi giorni, e dai contatti tra il Ministero e gli imprenditori potenzialmente interessati a partecipare alla cordata. Una risposta più concreta sul futuro dello stabilimento potrà arrivare probabilmente soltanto il prossimo 30 aprile, quando le parti interessate torneranno ad incontrarsi a Roma per verificare l’effettiva esistenza della nuova cordata.

 

Fonte: http://www.baritoday.it/economia/vertenza-om-tre-nuovi-investitori-per-il-progetto-hybrid.html

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OM Carrelli, manifestazione a Modguno il 29 marzo 2012
„A Modugno la manifestazione degli operai per “tenere alta l’attenzione” di cittadini e istituzioni sulla vertenza che vede 300 posti di lavoro a rischio. Mercoledì prossimo l’incontro sul piano di riconversione al Ministero dello Sviluppo Economico“

OM Carrelli, manifestazione a Modguno il 29 marzo 2012
„Ore 17. In strada, davanti alle Piscine comunali di Modugno, non ci sono soltanto i lavoratori dell’OMCi sono anche le loro mogli, i loro bambini, i loro familiari, associazioni e semplici cittadini venuti a portare la loro solidarietà. Tutti insieme, per fare una manifestazione che serva a richiamare e a tenere alta l’attenzione su ciò che sta avvenendo nello stabilimento gestito dalla Kion, la multinazionale tedesca che a luglio scorso ha annunciato di voler chiudere i battenti per trasferire la produzione ad Amburgo. E’ trascorso quasi un anno, e da allora i 282 lavoratori dell’OM vivono con l’incubo del licenziamento, senza ancora essere riusciti ad avere risposte certe sul loro futuro.“300 posti di lavoro prima salvati, poi condannati”, si legge su uno degli striscioni. Ed è così che si sentono gli operai dell’OM: illusi, beffati, arrabbiati. Perché a dicembre la loro vicenda sembrava essere arrivata ad una svolta. Un imprenditore, Marco Saltalamacchia, ex ad di Bmw Italia, aveva presentato al Ministero dello Sviluppo Economico un piano per la riconversione dello stabilimento basato sulla produzione di auto ibride. Era sembrata la soluzione ottimale, appoggiata dalle istituzioni e dai sindacati. Poi, all’inizio di marzo, la doccia fredda: uno degli imprenditori della cordata si ritira, il piano di riconversione si blocca, i posti di lavoro sono di nuovo a rischio. “Noi – dicono i lavoratori – ancora non sappiamo con precisione quello è avvenuto, non sappiamo i motivi precisi per cui la cordata è venuta meno. Però a dicembre Vendola ha annunciato a tutti che i 300 posti di lavoro dell’OM erano stati salvati, ed è a lui che noi oggi chiediamo di mantenere quella promessa”. 

OM, LA MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI A MODUGNO

  • OM Modugno (2)
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Nel concreto, il progetto “Hybrid” per la riconversione dello stabilimento non è ancora completamente sfumato. Tutto, in realtà, è legato alla ricerca, da parte di Saltamacchia, di un nuovo partner che entri a far parte della cordata. E la risposta definitiva in questo senso arriverà tra pochi giorni, il 4 aprile, quando istituzioni locali, sindacati, vertici della Kion e lo stesso Saltamacchia si incontreranno nuovamente al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. A spiegare aspettative e prospettive dell’incontro è il sindaco di Modugno, Domenico Gatti, presente alla manifestazione. “La prossima settimana sapremo da Saltalamacchia se c’è un nuovo imprenditore disposto a fare parte della cordata. In quel caso, il progetto potrà ripartire, e in questo senso speriamo in una certa flessibilità da parte della Kion. I lavoratori saranno in cassa integrazione ordinaria fino a fine maggio. Forse per l’avvio del progetto di re-industrializzazione sarà necessario qualche mese in più, ma l’importante è che comunque si sappia che c’è una soluzione”. E se invece la proposta di Saltalamacchia non dovesse andare in porto? “In quel caso si dovrà ripartire da zero, impegnandosi nella ricerca di qualcun altro disposto ad investire, ma certo le cose diventerebbero più difficili”. Il sindaco, tuttavia, si dice fiducioso: “Il progetto di Saltalamacchia è un progetto valido, lui è un imprenditore serio, che sta lavorando con molto impegno in questi giorni, e credo che le cose possano andar bene”.Presente alla manifestazione anche il vicesindaco di Bari Alfonso Pisicchio: “Oggi pomeriggio siamo qui per dare la nostra adesione e mantenere alta l’attenzione su questa vicenda. Intanto aspettiamo il prossimo incontro a Romaprocediamo a piccoli passi, sperando che vengano fuori prospettive vere, concrete per i lavoratori“.“

Fonte: http://www.baritoday.it/economia/om-carrelli-manifestazione-modugno-29-marzo-2012.html

 

Alcuni dei manifestanti del corteo

Modugno – A partire dalle ore 17 appuntamento per i lavoratori della OM – Carrelli Elevatori, presso le Piscine Comunali di Modugno, per cercare di fare il punto rispetto a quanto maturato dal luglio 2011 con la notizia della chiusura dello stabilimento, fino al venir meno, il 28 febbraio scorso, dell’intesa per il progetto di riconversione dello stabilimento in azienda produttrice di taxi ecologici, con il rilancio chiamato Hybrid. Un momento di incontro essenziale, anche in vista dei prossimi appuntamenti al Ministero dello Sviluppo Economico con i rappresentanti sindacali, i dirigenti della Kion Group ed i rappresentanti del governo e delle istituzioni locali.

La certezza della cassa integrazione ordinaria fino al 31 maggio prossimo interessa poco i lavoratori, che, al contrario, vorrebbero solo poter tornare a lavorare come hanno gridato dal corteo più volte. Mobilitati quindi non solo operai e dipendenti dello stabilimento barese ma anche molti cittadini sensibili alla causa, presenti anche alcuni politici fra cui il sindaco di Modugno Domenico Gatti, il consigliere comunale Lucia Blasi, il sindaco di Grumo Appula Michele D’Atri, il consigliere regionale Giuseppe Longo e il vicesindaco di Bari, Alfonso Pisicchio.
I lavoratori sono scoraggiati. Michele De Gioia, vorrebbe avere prima possibile delle risposte e non un continuo procrastinare la data di una decisione, dall’altra Antonio Pantaleo, dichiara: “Noi Italiani ci troviamo in questa situazione perchè chi ha lavorato e ancora oggi lavora per noi, non ha mai avuto paura di sbagliare. Nella vita io sono stato abituato così, che per ogni errore corrisponde un dolore, una perdita, insomma qualcosa da pagare. Nel nostro caso gli unici ad aver pagato siamo stati noi”. Un altro lavoratore OM ha inoltre spiegato, che l’appuntamento precedentemente previsto per il 30 a Roma tra le varie parti sociali è stato rimandato al 3 aprile, data entro la quale la speranza di poter avere una notizia positiva da parte della Kion Group, pare piuttosto flebile.
Grandi assenti i sindacati anche se, come hanno precisato gli stessi dipendenti OM: “Il loro è un percorso parallelo al nostro, l’importante è che ci rappresentino degnamente nelle occasioni come quelle di Roma”. Grandi le aspettative da parte del sindaco di Modugno, “perchè la Kion Group non può pensare di lasciare a terra così facilmente quasi trecento persone” e dello stesso parere il consigliere regionale Giuseppe Longo, il quale ha ribadito l’estrema volontà da parte della Regione di essere vicino concretamente ai dipendenti, che stanno rischiando il posto di lavoro. Il consigliere comunale di Modugno, Lucia Blasi, ha confermato inoltre “l’estrema fiducia nell’operato della Regione e dell’Assessore al Welfare Elena Gentile, perché stanno lavorando duramente. Troveranno una soluzione”.

“Manifestare per non mollare…”, si apre così la locandina che annuncia la manifestazione cittadina dei lavoratori dell’Om di domani 29 marzo. Il mancato passaggio di consegne tra i vertici societari uscenti e quelli subentranti, quest’ultimi rappresentati nelle persone di Landi e Saltalamacchia, infatti ha suscitato grande stupore e sgomento tra i lavoratori stessi, ormai proiettati anima e corpo in questa nuova avventura (produzione di taxi ibridi), frutto di un accordo che si riteneva ormai concluso. Stando alle parole di Tommaso Monacelli uno dei promotori della manifestazione, la trattativa sembra sia saltata al momento della stipula, senza una valida motivazione. “Ci stupisce questo mancato accordo senza valide ragioni o se ve ne fossero – continua – non sarebbero plausibili, considerata la tempistica e la modalità dell’interruzione improvvisa della trattativa. La realtà dei fatti è però che al momento siamo senza acquirenti, anche se l’ex manager Bmw Italia, Saltalamacchia (ideatore del progetto), ci ha garantito l’impegno nel trovare un partnership sostenitore del progetto, in grado di ridare speranza alle circa trecento famiglie legate a questo storico stabilimento. Venerdì 30 marzo a Roma c’è un incontro tra i sindacati, i rappresentanti dell’azienda e Saltalamacchia, nel quale verrà fatto il punto della situazione. Noi ci auspichiamo che tutto si risolva per il meglio e nel frattempo utilizziamo gli strumenti a noi consentiti per farci sentire, affinché i riflettori siano sempre accesi su questa vicenda, speriamo a lieto fine. La cittadinanza tutta, che ringrazio anticipatamente per il sostegno, è invitata e soprattutto ben accetta. Il raduno è fissato alle ore 17.00 presso le piscine comunali, perché l’Om non diventi un oggetto del mistero”.

 

http://www.barisudovest.it/home/cronaca/1075-i-lavoratori-dellom-scendono-in-piazza.html

Le proposte lavorative risultano perfino nelle ricerche di motori come Jobrapido, con data 20 marzo 2012. Semplice svista?
Manifestazione lavoratori OM (Ph. Stefania Damore)
Manifestazione lavoratori OM (Ph. Stefania Damore)
di Stefania D’amore
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Bari – Nella mattinata del 28 febbraio i dipendenti della OM – Carrelli Elevatori di Barierano stati avvertiti dello stop all’intesa per l’avvio ai lavori di riconversione in azienda produttrice di taxi ecologici, con il rilancio chiamato Hybrid. Passate poi le settimane i 285 lavoratori erano rimasti con un’unica certezza, che sapeva di un pugno di mosche fra le mani, in seguito alla tavola rotonda istituita presso il Ministero dello Sviluppo Economico con i rappresentanti sindacali, i dirigenti della Kion ed i rappresentanti del governo e delle istituzioni locali: entro il 30 marzo dovrà essere verificata in modo conclusivo la fattibilità del progetto Hybrid, precendentemente saltato, oppure si darà la possibilità di cercare un’alternativa industriale con la OM, impegnatasi a mantenere le incentivazioni per i nuovi possibili investitori. Cassa integrazione ordinaria fino al 31 maggio ed in seguito nuove forme di ammortizzatori sociali, che non escludono l’attivazione della procedura di mobilità.
Fin qui nulla di nuovo verrebbe da esclamare eppure, un elemento curioso è stato notato da diversi dipendenti dello stabilimento: dando un’occhiata al sito della OM(http://www.om-mh.com/siteom/ita/6AF3E6DA20F14442A2EDDF2C1230B40A.asp), infatti, si può notare come cliccando su “Posizioni richieste” risulti che la OM – Carrelli Elevatori stia ancora cercando personale per la sede di Bari.
Nella prima proposta di lavoro possiamo leggere: “Stage TECHNICAL DIVISIONI. Nell’ambito della Direzione Tecnica Counterbalanced, si ricercano stagisti da inserire nella funzione CB Manufacturing. Si richede laurea o diploma di laurea in ingegneria meccanica o gestionale, ottima conoscenza della lingua inglese e dei sistemi informativi. Sede di lavoro: BARI“. E non finisce qui, sono presenti ulteriori posizioni richieste, come ad esempio: “Stage UFFICIO ACQUISTI. Nell’ambito dell’Ufficio Acquisti la/o stagista affiancherà il responsabile dell’ente nella gestione delle attività di acquisto da fornitori italiani e stranieri di semilavorati e componenti meccanici da utilizzare nel ciclo produttivo. La/o stagista, laureato in ingegneria meccanica o gestionale, dovrà possedere ottima conoscenza del pacchetto Microsoft Office (in particolare Excel e Access), buona conoscenza della lingua inglese, nonché buone capacità relazionali e spiccata propensione al team work. E’ necessaria l’auto propria per il raggiungimento della sede di lavoro. Sede di lavoro: BARI“.
Le proposte lavorative risultano perfino nelle ricerche di motori come “Jobrapido“, con data 20 marzo 2012Semplice svista o realtà temporale parallela presente sul sito dell’azienda? La beffa rimane ed è tutt’altro che fantascientifica: attenzione quindi, a chi e dove inviate i vostri curricula. Nel frattempo, i lavoratori della OM si ritroveranno anche nella giornata di oggi presso lo stabilimento per un presidio.

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